BONALIVE

Con il termine OSTEOMIELITE si identificano diversi quadri patologici caratterizzati dall’interessamento del midollo osseo nelle infezioni osteo-articolari. Il processo infiammatorio è analogo a quello che si realizza in altri distretti corporei; unica è la risposta del tessuto osseo al processo infiammatorio, risposta che si manifesta sotto forma di fenomeni necrotici, osteolitici e iperostosici aspecifici e comunque comuni ad altre condizioni patologiche dell’osso.

Le infezioni ossee sono sostenute da batteri, tipicamente Staphylococcus aureus e Streptococchi, più raramente possono essere causata da funghi. In entrambi i casi le modalità di contaminazione sono:

  • Diffusione ematogena: è la modalità più frequente, l’agente infettivo raggiunge l’osso attraverso il torrente circolatorio;
  • Diffusione per contiguità: l’infezione si propaga all’osso da un focus settico localizzato nei tessuti molli adiacenti;
  • Diffusione diretta dell’infezione: l’impianto dei germi si produce direttamente nell’osso, si può verificare a seguito di fratture esposte, ferite penetranti…
  • Infezione post-operatoria: correla alla pratica di sintesi delle fratture con mezzi metallici e all’impiego di artroprotesi.

I pazienti affetti da osteomielite possono rimanere ricoverati per lunghi periodi di tempo e possono anche sviluppare resistenza agli antibiotici. Per questi motivi è spesso richiesto un approccio multidisciplinare in termini di trattamento.

BonAlive Biomaterials Ltd si dedica allo sviluppo di nuovi prodotti innovativi senza l’utilizzo di antibiotici per la rigenerazione ossea. L’azienda produce e commercializza biomateriali impiantabili per la rigenerazione ossea, utilizzati in trattamenti chirurgici di tessuti ossei affetti da infezioni croniche, fusioni spinali e riempimenti di cavità ossee.

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Presidio medico di classe III con marchio CE (in vetro bioattivo S53P4). I granuli BonAlive granules sono osteostimolanti: attivano i geni responsabili della formazione dell’osso nelle cellule osteogeniche. Inoltre inibiscono la proliferazione batterica tramite il rilascio di ioni che determinano un aumento del ph e della pressione osmotica all’interno dell’osso danneggiato, senza l’uso di antibiotici.

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Presidio medico di classe III con marchio CE (in vetro bioattivo S53P4). I granuli BonAlive granules sono osteostimolanti: attivano i geni responsabili della formazione dell’osso nelle cellule osteogeniche. Inoltre inibiscono la proliferazione batterica tramite il rilascio di ioni che determinano un aumento del ph e della pressione osmotica all’interno dell’osso danneggiato, senza l’uso di antibiotici.

Per maggiori informazioni visita il sito www.bonalive.com.

TOUL

In futuro non si potrà contare sugli antibiotici per prevenire e contrastare le infezioni. Si rende necessario usare fin da ora ogni mezzo possibile per prevenire complicazioni post-operatorie. Una parte importante di questo lavoro consiste nel prevenire contaminazioni aerotrasportate, vale a dire che tenere l’aria intorno alle aree operatorie e agli strumenti chirurgici, libera da batteri aerotrasmessi, è un requisito imprescindibile.

La sala operatoria rappresenta un ambiente complesso “ad alto rischio” perché l’intervento espone inevitabilmente il paziente ad un rischio infettivo che viene minimizzato attraverso profilassi antibiotica, e procedure di sanificazione, disinfezione e sterilizzazione. (1)

Il personale di sala operatoria è certamente la principale fonte di contaminazione. Ogni soggetto, soprattutto in fase di attività, distribuisce nell’ambiente germi (fino a 1 milione per ora) da tutto il mantello cutaneo e dall’apparato pilifero, anche attraverso gli indumenti. Sulla cute umana sono presenti due tipi di popolazioni microbiche: la popolazione residente che rappresenta il 10-20% della popolazione microbica totale e che non comprende specie patogene; la popolazione transitoria, costituita da microbi presenti sugli strati più superficiali della cute (tra le squame dello strato corneo e sotto la pellicola idrolipidica).

Detti microrganismi transitori costituiscono l’80-90% della flora microbica cutanea e sono responsabili della maggior parte delle infezioni.

L’aria nella sala operatoria, con l’inizio delle attività, viene contaminata in misura crescente, e trasporta i germi

provenienti dalle persone sulla ferita operatoria, e su tutti gli oggetti sterili collegati al lettino operatorio e destinati a

venire in contatto con i tessuti del malato.

La carica batterica presente in sala operatoria (dalla periferia, passando dal tavolo degli strumenti, fino al cuore del campo operatorio – la ferita chirurgica -) è direttamente correlata al rischio per il paziente di sviluppare un’infezione

nell’immediato post operatorio. Il 98% dei batteri derivano dall’aria e, di questi, il 70% raggiunge la ferita tramite gli strumenti chirurgici.

Comunque il livello di contaminazione dell’aria viene tenuto sotto controllo nelle sale operatorie attraverso particolari sistemi di trattamento dell’aria detti impianti di Ventilazione e Condizionamento a Contaminazione Controllata (VCCC) che immettono nella sala operatoria elevati volumi di aria accuratamente filtrata. In questo modo vengono controllati una serie di parametri come la concentrazione del particolato totale aerodisperso,, le condizioni termoigrometriche, la concentrazione di inquinanti chimici, la direzione e la velocità dei flussi di aria, il mantenimento di gradienti di pressione tra sala operatoria e locali adiacenti.

L’Ente Nazionale italiano di Unificazione (UNI) nel Settembre 2011 ha pubblicato la norma UNI EN ISO 11425 “Impianti di ventilazione e Condizionamento a Contaminazione Controllata(VCCC) per il blocco operatorio- Progettazione, installazione, messa in marcia, qualifica, gestione e manutenzione”. La norma individua tre diversi abbinamenti tra il livello di rischio del processo chirurgico e il livello di pulizia.

  1. Sale operatorie destinante ad interventi chirurgici come trapianti, impianti di protesi, neurochirurgia, oncologia, di durata superiore ai 60 minuti che richiedano un’ elevatissima protezione dell’area a rischio (ISO 5)
  2. Sale operatorie destinante a interventi senza impianti di materiali estranei, ma che richiedono elevata protezione, come interventi di chirurgia vascolare, ostetricia, neochirurgia (ISO 7)
  3. Sale operatorie usate per interventi di minore importanza e breve durata come Day Surgery, Urologia (ISO 8)

Il flusso laminare (ISO 5) è necessario per le sale operatorie di chirurgica protesica e ad alto rischio di infezione (per esempio cardiochirurgia, trapianti, ortopedia, neurochirurgia e chirurgia vascolare). La carica batterica deve necessariamente essere bassa per ridurre il rischio infettivo postoperatorio.

Il flusso unidirezionale deve coprire il campo operatorio e il tavolo servitore.

(ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, dicembre 2009).

Molto spesso i diffusori per le sale operatorie classificati in ISO 5 sono di dimensione insufficiente a coprire l’area critica all’interno della sala operatoria, corrispondente al tavolo operatorio, al tavolo portastrumenti, al deposito sterile e all’area operativa chirurgica.

Una soluzione mobile a questo problema è il TOUL, uno strumento capace di generare un flusso di aria sterile laminare e privo di turbolenze.

Il TOUL preleva l’aria dalla zona dell’ambiente dove l’unità è stata collocata e la purifica attraverso filtri HEPA con capacità filtrante superiore a 0,3 μm, indirizzandola poi verso il punto desiderato attraverso una griglia di emissione protetta da un telo sterile e facilmente rimovibile.

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TOUL Operio Protegge gli strumenti e il campo operatorio.

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Mantiene la sterilità degli strumenti, del materiale protesico e dei tessuti dei pazienti.

TOUL pensile: protegge gli strumenti e il campo operatorio.

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Per maggiori informazioni visita il sito www.normeditech.com

Illuvia® HUAIRS ( HEPA-Ultraviolet Air Recirculation System)

La contaminazione della ferita chirurgica del paziente si verifica principalmente al momento della procedura. In letteratura sono state identificate quattro vie principali di accesso del patogeno alla ferita, tra cui la flora endogena del paziente, la flora cutanea del chirurgo e del  personale, i microbi aerodispersi e gli strumenti contaminati.

Ci sono stati enormi sforzi messi in atto per combattere l’insorgenza d’ infezioni del sito chirurgico acquisite in ospedale (ISC).

Tra le strategie messe in atto ricordiamo i “Sistemi di ventilazione a contaminazione controllata” (VCCC), che mirano a ridurre il particolato aerodisperso in sala operatoria. Tuttavia esistono studi con risultati contrastanti che riguardano la riduzione dell’incidenza delle infezioni in sale operatorie con flussi unidirezionali e, in alcuni casi, è stato osservato un loro aumento. Ricordiamo infatti che queste tecnologie sono complesse e andrebbe garantita una stretta adesione ai protocolli di manutenzione.

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THOR UV-C®

La pulizia manuale e la disinfezione delle superfici ambientali nelle strutture sanitarie (e non solo) sono elementi essenziali nei programmi di prevenzione delle infezioni, in particolare quelle causate dai microrganismi resistenti agli antibiotici.

Poiché molti fattori rendono difficile il raggiungimento di alti tassi di disinfezione efficace, sono necessari sforzi continui per migliorare la qualità delle pratiche di pulizia e disinfezione tradizionali.

Il frequente riscontro di contaminazione in stanze vuote o in stanze occupate da pazienti non affetti da agenti patogeni suggerisce una contaminazione residua da ascrivere a precedenti occupanti, ciò significa altresì che i processi di pulizia e disinfezione che fanno seguito alla dimissione dei pazienti non sono adeguati, spesso la loro efficacia non supera il 50%, e devono essere migliorati. (Otter, 2018)

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